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martedì, 30 settembre 2008
non faccio musica elettronica
ma elettronica musicale
non uso le punteggiatura e per ingrandire il testo ctrl + +
ultimamente mi tocca spesso spiegare in cosa consiste il mio live set e cosa significa "suonare con i giocattoli" e mi sembra giusto spiegarlo una volta e per tutte
sfrutterò il copione della chiacchierata che solitamente segue la presentazione:
"lei è piccina....quella che suona con i giocattoli"
[ovviamente il testo è arricchito da qualche nozione in più e alleggerito da inutili commenti]

● in che senso suoni con i giocattoli?
nel senso che il mio spettacolo consiste in un ora di musica generata quasi esclusivamente da giocattoli
● ma dai e che tipo di giocattoli?
giocattoli muniti di circuiti sonori su cui apporto qualche piccola modifica
● che genere di mofica?
prima di tutto ci monto un'uscita audio dall'altoparlante
a volte dei corti circuiti generano dei simpatici effetti sonori
in base ai casi e la fortuna: pitch up/down, distorsione, glitch, volume e loop
che rendo gestibili applicando switch e resistenze variabili
● quindi poi che fai li campioni?
non tutti, alcuni vengono solo campionati e usati per le basi che live mando dal pc e gli altri allegramente presenti e "suonati" live
● quinidi per suonare quanta roba ti porti?
un mixer,
pc,
nintendo ds,
grillo parlante,
herry,
furby,
volante,
mela alfabeto,
il kaossilator della korg e tanti cavi e batterie
● anche il nintendo è modificato?
no per le console il discorso è diverso, essendo dei calcolatori è più razionale utilizzare dei software per farci musica
● ma come ti è saltata in mente sta storia dei giocattoli?
l'ho scoperto grazie ad un amico e approfondito in rete
esaltatissima ho praticamente iniziato subito a cercare e distruggere giocattoli, inizialmente più affascinata dalla pratica in se che dalla pospettiva di poterci fare musica, poi è venuto tutto naturale
il circuit bending può esser applicato anche su altri circuiti sonori o macchine professionali come tastiere, pedali per chitarra, drum machine ecc...
io personalmente prediligo i giocattoli soprattutto quelli della mia generazione

*la pratica viene comunemente chiamata circuit bending ed è stata teorizzata da Reed Ghazala nel libro "Circuit Bending, Make Your Own Alien Istruments"
credo che ora sia chiaro a tutti che la mia sperimentazione è più elettronica che musicale, nel senso che il lavoro è concentrato più su saldature e resistenze che sulla composizione
chi mi conosce e segue da tempo sa che non mi sono mai definita "musicista", se no formalmente per iscrivermi al network di turno.non mi è mai interessato granchè delle produzioni e resto sempre + legata all'espressione live che all'editing, ma non spaventatevi nonostante l'approccio punk il risultato è molto dolce^^
trovo nello spettacolo live la mia massima soddisfazione soprattutto quando ospitata con calore come le ultimissime volte :)
spero di esser stata chiara e per qualsiasi dubbio o perplessità usate i commenti
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sabato, 10 febbraio 2007
pC=na nasce il 3 marzo dell '84 a Napoli, ma cresce nella campagna radiottiva casertana, dove si diverte a collezionare foglie, torturare lucertole, vedere i girini diventare rane e aspetta ogni giorno pazientemente il suo turno per giocare col commodore 64 (che divide democraticamente con famiglia e amici). Sviluppa nel tempo l'amore per il disegno e la musica punk costruendosi l' alibi perfetto da "genio incompreso" che gli permette di fare ciò che vuole; alibi che in seguito rinnega per il rigore della grafica e del disegno tecnico. Tutti i suoi equilibri conquistati a fatica perdono di stabilità quando nell'inverno del 2005 entra in contatto col mondo della micromusic e del circuit bending. Finalmente non c'è nessuno lì pronto a sgridarla ogni volta che manda un giocattolo in corto e con un minimo di maturità e coscienza (non ingoia più le viti e i lego) attualmente si gode la sua 3° infanzia....

pC=na e la micromusic:
"sn un illustratore e grafico pubblicitario (mestieri di cui esiste solo il maschile-meglio puntualizzare:)
sn appassionata di circuit bending che è un metodo facile ed economico x autocostruirsi strumenti musicali partendo da vecchi giocattoli. avendo un fratello e tutti i miei amici musicisti o tecnici del suono sn cresciuta tra sale prova improvvisate nei garage e studi di registrazione professionali. sn sempre stata affamata di musica e affascinata dai musicisti (che ho sempre un pò segretamente invidiato) ho cercato disperatamente tutta la mia vita il mezzo giusto per esprimermi musicalmente, ho comprato riposto e venduto tutte le tipologie di strumenti musicali, ma davvero nessuno mi è appartenuto fino in fondo tanto da farmi appassionare a quel minimo di studio e tecnica che necessita uno strumento x essere suonato. nella scorsa primavera tramite un amico ed e-bay scopro che ci sn persone che modificano i giocattoli e ci suonano, la cosa mi affascinò tantissimo tanto che iniziò a influenzare notevolmente le mie grafiche e illustrazioni. all'inizio mi spaventava un pò il fatto che nn avessi alcuna competenza, ne tecnica e tantomeno teorica in campo elettronico. la vera svolta è arrivata quando sn entrata nel tunnel di maispeiz e ho avuto la possibilità di parlare con pete (casper electronics) cn lui barattai una mia grafica in cambio qualche aiutino, da lì ho iniziato a modificare qualsiasi cosa . cl circuit bending ho trovato tutto quello che ho sempre cercato. come ho già detto nei post precedenti non mi piacciono i manuali e che si faccia la stessa modifica su giocattoli di moda cm il grillo parlante (che uso solo come icona in grafica) mi piace pensare che x quanto limitato può essere ognuno dei miei strumenti è del tutto personale che l'unico modo o tecnica x suonarlo è quella che mi viene naturale usare. x il futuro conto di inserire nel mio setup anche il un sid sound chip, xchè al commodore mi sento legata in maniera viscerale, adesso sto lavorando ad alla costruzione di una drum machine analogica basata sullo stesso principio del melloman (dopo averlo finito lo pubblicherò cn estremo entusiasmo). in musica tutto quello che nasce cm rivoluzione contro la tecnica o/e la convenzione col tempo diventa un nuovo standard (come il jazz il punk ecc..) cl mio approccio voglio sfidare questa calamità e godermi questa libertà. non so esattamente dire cosa sia micro ma mi sento parte di una grande famglia nonostante le profondissime differenze che ci sn tra di noi, credo ci appartenga l'entusiasmo e la capacità di portare le nostre micromacchine al di là dei limiti delle macchine stesse. a differenza degli altri musicisti noi appartenenti a questa scena quando ne incontriamo un'altro lo invitiamo automaticamente a far parte della famiglia che spero (anche grazie a questo blog) diventi sempre + grande.
corriere della sera - sab 06 gen 07
la micro per me è una labortorio che comprende tutte le forme d'arte lo-fi che nasce nelle nostre camerette e cresce su internet e che unisce tutti i singoli in un unico macrogruppo di simpatici burloni. la scarsa qualità del mezzo x una + alta e profonda ricerca tutto vissuto in piena libertà ed ironia, lo sfruttamento delle potenzialità di chip e tecnologie uscite fuori produzione e la nostalgia x tutte quelle sonorità che c hanno accompagnato sin da bambini bè tutto questo a mio parere può essere considerato micro. quando ascolti la micro x la prima volta senti che tua da sempre e che quei suoni erano lì conservati nei ricordi d'infanzia, tutto questo è assolutamente magico"
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"la rivincita di una nerd" il blog di pcna